CAPITOLO 3

 

Una bellica mosca cieca

 

 

Nami respirava affannosamente, come se quelle tenebre fossero in grado di soffocarla in una morsa stretta e letale. Gocce di sudore avevano preso a scenderle per le tempie, nonostante sentisse un freddo innaturale serpeggiarle per la schiena e sulle braccia.

Come poteva definire tutto quel subbuglio di sentimenti?

Paura, indubbiamente paura.

Avevano affrontato migliaia di avventure, lei e i suoi compagni, alcune anche molto pericolose. Avventure che più di una volta li aveva fatti avvicinare pericolosamente alla morte. E allora perchè proprio lì, in quel momento, più di ogni altro, sentiva quella terribile angoscia asserragliarle la gola e mozzarle il respiro?

L'ignoto, l'oscurità e qualcosa di non meglio identificabile erano tutti fattori che forse accrescevano quel senso di smarrimento estremo. La paura dell'invisibile era più temibile di un centinaio di visibili nemici.

"Nami!" si sentì improvvisamente chiamare. 

"Zoro!" urlò angosciosamente rispondendo al richiamo. La voce del compagno era come balsamo benefico per le sue orecchie. Per un attimo aveva pensato di essere rimasta completamente sola.

"Dove sei?" gli chiese lo spadaccino, avanzando tastoni nel locale, rimproverandosi immediatamente per la stupidità della domanda.

"Q… qui!" rispose comunque Nami, tesa come una corda di violino.

"Ok, rimani ferma dove sei e continua a parlare!" le ordinò tendendo le orecchie, sperando in quel modo di rintracciarla e così raggiungerla.

"E cosa dico?"

"Qualsiasi cosa… parla!"

Mai come in quel momento Nami si trovò a corto di parole.

"Nami, non ti sento… dì qualcosa porco cane!" ruggì Zoro continuando ad avanzare, girando a casaccio per il locale.

"Ma cosa devo dire???" gli rispose a tono la ragazza, in un punto imprecisato della stanza.

"Eccheccazzo Nami! Ma qualsiasi cosa ti ho detto! Voglio che parli, a ruota libera, come fai di solito… recita una poesia, canta una canzone, insultami che ti riesce tanto bene, ma FAVELLA!"

Nami sussultò all'eco rabbioso che seguì gli urli dello spadaccino e in un attimo la paura che la frenava sembrò dileguarsi.

"Io non parlo sempre a ruota libera razza di maleducato!!! – sbottò infastidita dal tono usato dallo spadaccino - E poi guarda che non c'è bisogno di essere volgare e urlare così con me! Recitare una poesia… tsè, cosa siamo ad una recita scolastica? In quanto ad insultarti non ho assolutamente intenzione di darti questa soddisfazione! Cafone! Guarda un po’ se in una situazione del genere una deve farsi venire l'ulcera…"

Zoro intanto cominciò finalmente a seguire la scia di insulti della compagna, doveva trovarsi poco distante da lui, dalla parte opposta a quella in cui si trovava lui in precedenza. Pareva essersi allontanata un bel po’ dopo la straordinaria folata di vento che li aveva investiti.

"Cantare una canzone poi… ma perché non lo fai tu!? Così faresti crollare i muri e usciremmo finalmente da questa orribile situaz… aaaaaaaaaaaaaaaaah!!!" concluse con un urlo, ritraendosi tanto violentemente che andò a sbattere contro la parete retrostante.

"Zoroooooo, Zoro qualcosa mi ha toccato!" prese a piagnucolare terrorizzata, accasciandosi al suolo.

"Sono io scema!" la rassicurò il ragazzo, posansole una mano su quella che doveva essere la sua testa rossa.

La ragazza si rialzò in piedi di scatto e si aggrappò con forza al giovane, facendolo barcollare sotto il suo peso.

Lo spadaccino completamente inebedito dal comportamento della ragazza la lasciò fare, senza muovere un muscolo, sperando gli si slacciasse di dosso il più in fretta possibile.

La sentiva respirare, i suoi seni premuti contro il suo torace si alzavano e abbassavano in maniera irregolare, se non l'avesse conosciuta bene avrebbe detto che stesse piangendo come una mocciosa, ma sapeva che non era così; il sentimento che la agitava, così come quello che lui stesso tentava di ripudiare ma che aveva preso a tormentarlo dalla scomparsa di Rufy, era una sorta di ingiustificata angoscia.

"Secondo te cosa è stata quella… cosa… di prima?" domandò la ragazza dopo qualche attimo di silenzio allentando la presa, senza però lasciare andare Zoro, come se avesse paura di perderlo di nuovo nell'oscurità.

"…"

"Dove sarà finito Rufy?" chiese nuovamente Nami con la voce incrinata dalla preoccupazione.

"Non lo so." disse, amareggiato dal non poter trovare risposte soprattutto a quella domanda.

"Cosa… facciamo adesso?"

Zoro si riscosse immediatamente.

"Nami, questo dovresti dirmelo tu. Sbaglio o sei tu quella che di solito si definisce il genio della situazione? Ragiona e proponi una soluzione!"

Nami lasciò andare completamente la maglia del ragazzo, indispettita per un attimo dalla sua affermazione, afferrando solo dopo il significato recondito di quelle parole. In un modo tutto suo, Zoro le stava semplicemente dicendo di reagire.

"D'accordo!" esclamò finalmente convinta, inspirando profondamente "Zoro, hai ancora con te la torcia?"

"No, mi è caduta prima."

"Certo figuriamoci… Ok… per prima cosa dobbiamo ritrovarla… se non sbaglio dovrei avere ancora un po’ di petrolio, magari riusciamo ad accenderla di nuovo."

Improvvisamente un'aspro scricchiolio, del tutto dissimile da quelli continui delle assi di legno, riecheggiò nuovamente per la stiva.

"Cosa è stato?" domandò Nami, stringendo tra le mani un braccio dello spadaccino.

Zoro rimase assolutamente immobile, tendendo nuovamente le orecchie. Sul fondo del locale, parvero sopraggiungere nuovi rumori.

"Zoro, ti prego, dimmi che è il tuo stomaco!" lo supplicò flebilmente Nami, torcendo l'avambraccio dell'amico, strappandogli un sospiro infastidito.

"Fa silenzio!" la rimproverò aspramente, portandosi il braccio libero alle spade, pronto ad estrarne una se ve ne fosse stato bisogno.

Gli scricchiolii continuavano regolari, uno dopo l'altro, come dei passi leggeri.

"Potrebbe essere Rufy?" sussurrò Nami con un'intonazione tanto leggera da confondersi con lo sciabordio dell'acqua.

"Ssst…" di nuovo la ammonì Zoro.

Quelli che udivano… erano indubbiamente dei passi. Leggeri, lievemente strascicati, ma dei passi di un qualche essere. Animale, umano o di qualsiasi altra natura esso fosse si stavano senza ombra di dubbio dirigendo dritti dritti nella loro direzione, avvicinandosi progressivamente.

Zoro non poteva esserne sicuro al cento per cento, ma quello per lui non era Rufy. Senza esitazione si decise ad estrarre la sua Kitetsu e afferrarla saldamente tra le mani, pronto a qualsiasi evenienza.

"Chi sei?" domandò scandendo le parole, mentre Nami presa alla sprovvista da quell'esplosione vocale, stritolò letteralmente il braccio del compagno, conficcandogli le unghie nella carne.

"Ma che stai facendo cretina!" le urlò Zoro, strattonando il braccio leso, riprendendo però subito a prestare attenzione ai passi che sembravano essere diventati più incerti.

Nami si limitò a biascicare uno spaventato: "Scusami" e stingere i pugni con forza affinchè non le venisse nuovamente la malsana idea di aggrapparsi al compagno per conforto. Zoro non era un soggetto molto affidabile in certe occasioni e quando stringeva tra le mani le sue spade e si apprestava ad affrontare un nemico, visibile o invisibile che fosse, la situazione si aggravava. Meglio lasciarlo fare, senza interferire in alcun modo.

"Allora ti ho chiesto chi sei?" domandò di nuovo Zoro, cercando di dirigere la voce verso la fonte dei rumori.

La situazione era a dir poco snervante, avesse avuto dalla sua anche solo un barlume di illuminazione, avrebbe di certo costretto il silenzioso avversario a veloce resa, ma così, in quelle condizioni era praticamente impossibile.

Dopo qualche secondo di silenziosa attesa si levò una risatina, piuttosto infantile a dir la verità.

"Tu chi sei?" una voce flebile, indubbiamente contraffatta, finalmente si decise a rispondere all'interrogativo di Zoro.

"Allora sai parlare!" rispose lo spadaccino, per nulla sollevato dal fatto che quei rumori fossero provocati da un essere umano. A questo punto avrebbe preferito affrontare una qualsiasi bestia marina o addirittura un uomo pesce capitato li per caso dopo un viaggio nelle profondità marine. Trovarsi di fronte un essere umano, su una nave che in teoria doveva essere disabitata lo metteva in una certa difficoltà psicologica.

Di nuovò si levò la stessa risatina acuta e poi i passi ripresero, di nuovo nella loro direzione.

Nami si stava semplicemente sciogliendo dal terrore.

"Stai fermo lì! G-guarda che Zoro è armato!" urlò poi senza preavviso, al riparo dietro le spalle del compagno.

Zoro non potè soffocare un moto di stizza.

"Ma che bisogno c'è di rivelare al mondo le mie intenzioni eh?"

Detto questo estrasse la seconda katana.

I passi continuavano ad avvicinarsi.

"N-ne ha addirittura tre di spade… ahahah, caro mio, proprio non puoi passarla liscia con uno come lui!"

"NAMI!" ringhiò di nuovo Zoro estraendo a questo punto anche la terza spada, afferrandola tra i denti, pronto ad un eventuale scontro.

Si elevò nuovamente una risatina piuttosto inquietante e da quello che entrambi i ragazzi poterono constatare la sconosciuta presenza non era che a pochi metri da loro.

"Senti, io non voglio fare del male ad una persona che ancora non mi ha fatto nulla, ma sarò costretto a farlo se continuerai a non rivelarmi le tue intenzioni se queste possono minare l'incolumità della mia compagna o della mia."

Zoro aveva fatto un discorso che non faceva una piega e Nami rimase piuttosto colpita dalla loquacità con cui aveva affrontato il monologo.

Lo sconosciuto estraneo ridacchiò di nuovo e a Zoro saltarono i nervi, ma si sentì ancora più frustrato e spiazzato quando udì ciò che aveva da dirgli l'uomo invisibile.

"Mi spieghi come fai a parlare con una spada così grossa e pesante in bocca?"

Se a Zoro per poco non cadde la Wado Ichimonji di bocca poco ci mancò, dovette stringere i denti e spingere con la lingua affinchè non perdesse stabilità. Primo: come faceva a sapere che aveva una spada in bocca con quel buio? Secondo: ma erano domande da farsi?

Nami dal canto suo per nulla consapevole di ciò che le sue labbra stavano per pronunciare disse:"Sai Zoro che questo me lo sono sempre chiesta anche io?"

"Ghannascione, Nai! 'A ti scembrao doande da fae i 'ua sciuascioe 'el 'gheere?!?" (Dannazione Nami! Ma ti sembrano domande da fare in una situazione del genere? N.d.Traduttore di Spadistica).

"Ecco ora per esempio non ho capito nulla…! Che strano fenomeno."

"Vaffauo!"

"Siete buffi vuoi due!" ridacchiò di nuovo lo straniero e Nami che per un attimo si era dimenticata della loro maggiore preoccupazione, questa volta si ritrasse spaventata. Al diavolo Zoro! Si allontanò di parecchi passi fino a che non si trovò a contatto con una delle pareti del vascello.

"Vai Zoro colpiscilo senza pietà, sei tutti noi! Cioè… sei tutta me! Ehm… insomma sei tutto! Annientalo!"

Zoro sospirò tra l'affranto e l'innervosito. Se quella non era tutta una ridicola farsa, non aveva proprio idea in che modo potesse classificare quella strampalata situazione.

Meglio lasciar perdere quella pazza di Nami e concentrarsi esclusivamente sul terzo incomodo.

Di nuovo attese di udire dei passi, ma questa volta la presenza sembrava essersi dileguata e praticamente impossibile da localizzare. Non un movimento, non un respiro se non il suo.

"Dove ti sei cacciato ora?" domandò di nuovo Zoro nell'oscurità, decisamente troppo teso per i suoi gusti.

"Qui!" fu tutto quello che udì. E la voce era così vicina alle sue orecchie che gli sembrò addirittura di sentire il calore del suo respiro sul collo. Si voltò di scatto preso alla sprovvista e allungò le spade inconsapevole di ciò che stava facendo. Cacciò un fendente nell'aria e quando si apprestò ad assestarne un secondo, la sua Kitetsu venne bloccata da qualcosa di estremamente resistente, ma al contempo assolutamente inconsistente, non era metallo, questo ne era certo, ma comunque un ostacolo. Era evidente a questo punto che il suo avversario stava attuando una controffensiva.

Nami dal canto suo, restava immobile accucciata nel suo angolino, udendo angosciata i rumori del duello che le arrivavano potenti, aggravati dalle eco. Era amareggiata del fatto di non poter essere di nessun aiuto al suo compagno e in un certo senso si sentiva in colpa di averlo lasciato solo in balia di quello strano essere dell'oscurità. Un essere che tra l'altro nonostante la battaglia continuava a ridacchiarsela stupidamente, come un bambino, mentre Zoro dal canto suo non riusciva a fare nient'altro che lanciare grida di frustrazione per l'ennesimo colpo andato a vuoto.

Forse era arrivato il momento di fare qualcosa di concreto. Aveva già smarrito Rufy, non poteva assolutamente permettersi di perdere anche Zoro. Lo avrebbe aiutato… in qualche modo.

Vincendo la paura si staccò dalla parete, cominciando a procedere gattoni sul pavimento, sulle assi dissestate e melmose della stiva.

Doveva ritrovare assolutamente la torcia ma l'operazione era più difficile di quanto non pensasse. Quella stiva era enorme e non aveva la minima idea di dove si trovasse lei ora, inoltre come poteva sapere dove quello sconsiderato di Zoro aveva lasciato cadere la torcia?

Avrebbe solo dovuto affidarsi alla fortuna, ma dalla piega che avevano assunto gli eventi fino a quel momento, aveva seri dubbi sul fatto che la dea bendata puntasse il suo dito benevolo su di lei proprio ora.

Proprio quando stava cominciando a perdere le speranze, ecco che inciampò su qualche cosa. Nami tastò i dintorni e finalmente le sue mani si posarono su un bastone che le sembrava proprio quello da lei usato poco prima per torcia.

Soffocò un grido di vittoria e cercò il petrolio di Usop. L'unico problema ora era l'accenderla quella maldetta torcia. Prima aveva avuto il contributo delle scintille date dalle spade di Zoro ma ora non aveva assolutamente nulla per alimentare la fiamma, se solo ci fosse stato Sanji con i suoi inseparabili fiammiferi…

Aveva avuto un'idea decisamente stupida. Ora aveva la torcia, ma nulla con cui darle fuoco.

- Bella pensata Nami! - Si rimproverò mentalmente, rimettendosi in piedi, cercando di seguire i rumori della battaglia che proseguivano senza sosta. Se non poteva fare luce avrebbe comunque trovato un altro espediente per aiutare il suo amico.

"Zoro ho ritrovato la torcia!" urlò semplicemente, sperando in quel modo di intimidire il loro invisibile avversario.

Lo spadaccino soffocò un altro ringhio di frustrazione e si sentì un potente fendente tagliare l'aria, poi più nulla.

Nami rimase ad ascoltare in silenzio, portando in alto la mano che reggeva la torcia senza luce. Le sembrò di sentire il respiro affannoso del compagno solo pochi metri lontano dal punto in cui stava lei.

"Zor…?" cercò di articolare timidamente prima che lo spadaccino esplodesse in un ruggito feroce: "Dove ti sei cacciato adesso???"

Nami sobbalzò sul posto. Le eco rimbombavano potenti nel locale.

Lo sconosciuto doveva aver deciso di battere in ritirata strategica e la cosa non sembrava essere andata molto a genio allo spadaccino. Nami decise di raggiungere il compagno e non fu difficile rintracciarlo, ansimava peggio di un pastore maremmano accaldato.

"Zoro!" sussurrò non appena si fu detta sicura di averlo raggiunto. Il ragazzo si voltò di scatto con le spade ancora sguainate e fu una fortuna per Nami che avesse semplicemente sussurrato il suo nome, se avesse usato una maggiore concentrazione di decibel forse si sarebbe ritrovata tagliuzzata peggio di un filetto.

"Ho… ho ritrovato la torcia!" disse poi rivolta all'ansimante compagno.

Zoro rinfoderò una spada e poi tastò la torcia che Nami gli stava porgendo, già consapevole di quello che doveva fare. Dopo averla ammonita di tenersi lontana, fece "scintille" e finalmente fu di nuovo luce.

"Evvai!" esclamò entusiasta Nami, stringendo tra le mani fuoco crepitante.

Zoro non sembrò condividere appieno il grande entusiasmo della compagna. La cosa che gli premeva di più in quel momento era rintracciare lo sconosciuto. Lo stesso sconosciuto che praticamente lo aveva umiliato in quell'assurdo combattimento. Strappò di mano la torcia alla ragazza e prese a guardarsi intorno febbrilmente.

"Ehi!" protestò Nami defraudata della sua proprietà, ricacciando però indietro qualsiasi protesta, quando vide una macchia scura e liquida gocciolare a terra, proprio sotto gli stivali di Zoro.

Sangue!

"Zoro ma che ti ha fatto?" domandò con un tremito doloroso nella voce.

Il ragazzo però non badò alle parole della rossa, proprio in quel momento sembrò aver trovato quello che stava cercando. Poco distante da lui, nella parte opposta della stiva, una piccola figura ammantata di nero si stava allontanando quatta quatta, cercando di fare meno rumore possibile.

Lo spadaccino scattò all'inseguimento, lasciando nuovamente sola Nami.

Prima che la ragazza però riuscisse a realizzare la situazione, ecco che accadde un'altra volta l'imprevisto.

Di nuovo si udì l'inquietante rombo che li aveva accolti poco dopo la scomparsa di Rufy. Il gorgoglio si propagò per qualche secondo esplodendo infine in un'ennesima, formidabile folata di vento.

La luce scomparve e Nami cadde a terra, sospinta come una piuma contro una delle pareti del vascello.

Ci vollero alcuni minuti prima che riuscisse a riprendersi del tutto dopo la botta subita. Il colpo era stato in grado di stordirla non poco. Le girava la testa, ma il dettaglio era assolutamente trascurabile ora che aveva ripreso coscienza di sé.

"Zoro!" urlò sperando di ricevere una qualsiasi risposta. Del compagno nessuna traccia. A nulla valsero i richiami che seguirono, il ragazzo sembrava essere scomparso… o magari aveva semplicemente perso conoscenza. Quella soluzione però le parve totalmente campata per aria. Cercò di rialzarsi, ma le risultò complicatissimo mantenere l'equilibrio. Le tremavano le gambe e purtroppo per lei non sapeva dire se per il colpo subito o per la paura. Questa volta aveva la sensazione di essere rimasta completamente e definitivamente sola.

Prima che il terrore e la paura le ottenebrassero la mente e le impedissero di ragionare con raziocinio, riuscì a pensare solo una cosa che avrebbe potuto venirle in aiuto in una situazione del genere.

Caricò quanta più aria nei polmoni riuscisse ad immagazzinare e poi liberò ossigeno esplodendo in un lungo e potente grido.

"SANJIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!"