Nami respirava affannosamente, come se quelle tenebre fossero in grado di soffocarla in una morsa stretta e letale. Gocce di sudore avevano preso a scenderle per le tempie, nonostante sentisse un freddo innaturale serpeggiarle per la schiena e sulle braccia.
Come poteva definire tutto quel subbuglio di sentimenti?
Paura, indubbiamente paura.
Avevano affrontato migliaia di avventure, lei e i suoi
compagni, alcune anche molto pericolose. Avventure che più di una volta li
aveva fatti avvicinare pericolosamente alla morte. E allora perchè proprio lì,
in quel momento, più di ogni altro, sentiva quella terribile angoscia
asserragliarle la gola e mozzarle il respiro?
L'ignoto, l'oscurità e qualcosa di non meglio
identificabile erano tutti fattori che forse accrescevano quel senso di
smarrimento estremo. La paura dell'invisibile era più temibile di un centinaio
di visibili nemici.
"Nami!" si sentì improvvisamente chiamare.
"Zoro!" urlò angosciosamente rispondendo al
richiamo. La voce del compagno era come balsamo benefico per le sue orecchie.
Per un attimo aveva pensato di essere rimasta completamente sola.
"Dove sei?" gli chiese lo spadaccino, avanzando
tastoni nel locale, rimproverandosi immediatamente per la stupidità della
domanda.
"Q… qui!" rispose comunque Nami, tesa come una
corda di violino.
"Ok, rimani ferma dove sei e continua a parlare!"
le ordinò tendendo le orecchie, sperando in quel modo di rintracciarla e così
raggiungerla.
"E cosa dico?"
"Qualsiasi cosa… parla!"
Mai come in quel momento Nami si trovò a corto di parole.
"Nami, non ti sento… dì qualcosa porco cane!"
ruggì Zoro continuando ad avanzare, girando a casaccio per il locale.
"Ma cosa devo dire???" gli rispose a tono la
ragazza, in un punto imprecisato della stanza.
"Eccheccazzo Nami! Ma qualsiasi cosa ti ho detto!
Voglio che parli, a ruota libera, come fai di solito… recita una poesia, canta
una canzone, insultami che ti riesce tanto bene, ma FAVELLA!"
Nami sussultò all'eco rabbioso che seguì gli urli dello
spadaccino e in un attimo la paura che la frenava sembrò dileguarsi.
"Io non parlo sempre a ruota libera razza di
maleducato!!! – sbottò infastidita dal tono usato dallo spadaccino - E poi
guarda che non c'è bisogno di essere volgare e urlare così con me! Recitare
una poesia… tsè, cosa siamo ad una recita scolastica? In quanto ad insultarti
non ho assolutamente intenzione di darti questa soddisfazione! Cafone! Guarda un
po’ se in una situazione del genere una deve farsi venire l'ulcera…"
Zoro intanto cominciò finalmente a seguire la scia di
insulti della compagna, doveva trovarsi poco distante da lui, dalla parte
opposta a quella in cui si trovava lui in precedenza. Pareva essersi allontanata
un bel po’ dopo la straordinaria folata di vento che li aveva investiti.
"Cantare una canzone poi… ma perché non lo fai tu!?
Così faresti crollare i muri e usciremmo finalmente da questa orribile situaz…
aaaaaaaaaaaaaaaaah!!!" concluse con un urlo, ritraendosi tanto
violentemente che andò a sbattere contro la parete retrostante.
"Zoroooooo, Zoro qualcosa mi ha toccato!" prese a
piagnucolare terrorizzata, accasciandosi al suolo.
"Sono io scema!" la rassicurò il ragazzo,
posansole una mano su quella che doveva essere la sua testa rossa.
La ragazza si rialzò in piedi di scatto e si aggrappò con
forza al giovane, facendolo barcollare sotto il suo peso.
Lo spadaccino completamente inebedito dal comportamento
della ragazza la lasciò fare, senza muovere un muscolo, sperando gli si
slacciasse di dosso il più in fretta possibile.
La sentiva respirare, i suoi seni premuti contro il suo
torace si alzavano e abbassavano in maniera irregolare, se non l'avesse
conosciuta bene avrebbe detto che stesse piangendo come una mocciosa, ma sapeva
che non era così; il sentimento che la agitava, così come quello che lui
stesso tentava di ripudiare ma che aveva preso a tormentarlo dalla scomparsa di
Rufy, era una sorta di ingiustificata angoscia.
"Secondo te cosa è stata quella… cosa… di
prima?" domandò la ragazza dopo qualche attimo di silenzio allentando la
presa, senza però lasciare andare Zoro, come se avesse paura di perderlo di
nuovo nell'oscurità.
"…"
"Dove sarà finito Rufy?" chiese nuovamente Nami
con la voce incrinata dalla preoccupazione.
"Non lo so." disse, amareggiato dal non poter
trovare risposte soprattutto a quella domanda.
"Cosa… facciamo adesso?"
Zoro si riscosse immediatamente.
"Nami, questo dovresti dirmelo tu. Sbaglio o sei tu
quella che di solito si definisce il genio della situazione? Ragiona e proponi
una soluzione!"
Nami lasciò andare completamente la maglia del ragazzo,
indispettita per un attimo dalla sua affermazione, afferrando solo dopo il
significato recondito di quelle parole. In un modo tutto suo, Zoro le stava
semplicemente dicendo di reagire.
"D'accordo!" esclamò finalmente convinta,
inspirando profondamente "Zoro, hai ancora con te la torcia?"
"No, mi è caduta prima."
"Certo figuriamoci… Ok… per prima cosa dobbiamo
ritrovarla… se non sbaglio dovrei avere ancora un po’ di petrolio, magari
riusciamo ad accenderla di nuovo."
Improvvisamente un'aspro scricchiolio, del tutto dissimile
da quelli continui delle assi di legno, riecheggiò nuovamente per la stiva.
"Cosa è stato?" domandò Nami, stringendo tra le
mani un braccio dello spadaccino.
Zoro rimase assolutamente immobile, tendendo nuovamente le
orecchie. Sul fondo del locale, parvero sopraggiungere nuovi rumori.
"Zoro, ti prego, dimmi che è il tuo stomaco!" lo
supplicò flebilmente Nami, torcendo l'avambraccio dell'amico, strappandogli un
sospiro infastidito.
"Fa silenzio!" la rimproverò aspramente,
portandosi il braccio libero alle spade, pronto ad estrarne una se ve ne fosse
stato bisogno.
Gli scricchiolii continuavano regolari, uno dopo l'altro,
come dei passi leggeri.
"Potrebbe essere Rufy?" sussurrò Nami con
un'intonazione tanto leggera da confondersi con lo sciabordio dell'acqua.
"Ssst…" di nuovo la ammonì Zoro.
Quelli che udivano… erano indubbiamente dei passi.
Leggeri, lievemente strascicati, ma dei passi di un qualche essere. Animale,
umano o di qualsiasi altra natura esso fosse si stavano senza ombra di dubbio
dirigendo dritti dritti nella loro direzione, avvicinandosi progressivamente.
Zoro non poteva esserne sicuro al cento per cento, ma
quello per lui non era Rufy. Senza esitazione si decise ad estrarre la sua
Kitetsu e afferrarla saldamente tra le mani, pronto a qualsiasi evenienza.
"Chi sei?" domandò scandendo le parole, mentre
Nami presa alla sprovvista da quell'esplosione vocale, stritolò letteralmente
il braccio del compagno, conficcandogli le unghie nella carne.
"Ma che stai facendo cretina!" le urlò Zoro,
strattonando il braccio leso, riprendendo però subito a prestare attenzione ai
passi che sembravano essere diventati più incerti.
Nami si limitò a biascicare uno spaventato:
"Scusami" e stingere i pugni con forza affinchè non le venisse
nuovamente la malsana idea di aggrapparsi al compagno per conforto. Zoro non era
un soggetto molto affidabile in certe occasioni e quando stringeva tra le mani
le sue spade e si apprestava ad affrontare un nemico, visibile o invisibile che
fosse, la situazione si aggravava. Meglio lasciarlo fare, senza interferire in
alcun modo.
"Allora ti ho chiesto chi sei?" domandò di nuovo
Zoro, cercando di dirigere la voce verso la fonte dei rumori.
La situazione era a dir poco snervante, avesse avuto dalla
sua anche solo un barlume di illuminazione, avrebbe di certo costretto il
silenzioso avversario a veloce resa, ma così, in quelle condizioni era
praticamente impossibile.
Dopo qualche secondo di silenziosa attesa si levò una
risatina, piuttosto infantile a dir la verità.
"Tu chi sei?" una voce flebile, indubbiamente
contraffatta, finalmente si decise a rispondere all'interrogativo di Zoro.
"Allora sai parlare!" rispose lo spadaccino, per
nulla sollevato dal fatto che quei rumori fossero provocati da un essere umano.
A questo punto avrebbe preferito affrontare una qualsiasi bestia marina o
addirittura un uomo pesce capitato li per caso dopo un viaggio nelle profondità
marine. Trovarsi di fronte un essere umano, su una nave che in teoria doveva
essere disabitata lo metteva in una certa difficoltà psicologica.
Di nuovò si levò la stessa risatina acuta e poi i passi
ripresero, di nuovo nella loro direzione.
Nami si stava semplicemente sciogliendo dal terrore.
"Stai fermo lì! G-guarda che Zoro è armato!"
urlò poi senza preavviso, al riparo dietro le spalle del compagno.
Zoro non potè soffocare un moto di stizza.
"Ma che bisogno c'è di rivelare al mondo le mie
intenzioni eh?"
Detto questo estrasse la seconda katana.
I passi continuavano ad avvicinarsi.
"N-ne ha addirittura tre di spade… ahahah, caro mio,
proprio non puoi passarla liscia con uno come lui!"
"NAMI!" ringhiò di nuovo Zoro estraendo a questo
punto anche la terza spada, afferrandola tra i denti, pronto ad un eventuale
scontro.
Si elevò nuovamente una risatina piuttosto inquietante e
da quello che entrambi i ragazzi poterono constatare la sconosciuta presenza non
era che a pochi metri da loro.
"Senti, io non voglio fare del male ad una persona che
ancora non mi ha fatto nulla, ma sarò costretto a farlo se continuerai a non
rivelarmi le tue intenzioni se queste possono minare l'incolumità della mia
compagna o della mia."
Zoro aveva fatto un discorso che non faceva una piega e
Nami rimase piuttosto colpita dalla loquacità con cui aveva affrontato il
monologo.
Lo sconosciuto estraneo ridacchiò di nuovo e a Zoro
saltarono i nervi, ma si sentì ancora più frustrato e spiazzato quando udì ciò
che aveva da dirgli l'uomo invisibile.
"Mi spieghi come fai a parlare con una spada così
grossa e pesante in bocca?"
Se a Zoro per poco non cadde la Wado Ichimonji di bocca
poco ci mancò, dovette stringere i denti e spingere con la lingua affinchè non
perdesse stabilità. Primo: come faceva a sapere che aveva una spada in bocca
con quel buio? Secondo: ma erano domande da farsi?
Nami dal canto suo per nulla consapevole di ciò che le sue
labbra stavano per pronunciare disse:"Sai Zoro che questo me lo sono sempre
chiesta anche io?"
"Ghannascione, Nai! 'A ti scembrao doande da fae i 'ua
sciuascioe 'el 'gheere?!?" (Dannazione Nami! Ma ti sembrano domande da fare
in una situazione del genere? N.d.Traduttore di Spadistica).
"Ecco ora per esempio non ho capito nulla…! Che
strano fenomeno."
"Vaffauo!"
"Siete buffi vuoi due!" ridacchiò di nuovo lo
straniero e Nami che per un attimo si era dimenticata della loro maggiore
preoccupazione, questa volta si ritrasse spaventata. Al diavolo Zoro! Si
allontanò di parecchi passi fino a che non si trovò a contatto con una delle
pareti del vascello.
"Vai Zoro colpiscilo senza pietà, sei tutti noi! Cioè…
sei tutta me! Ehm… insomma sei tutto! Annientalo!"
Zoro sospirò tra l'affranto e l'innervosito. Se quella non
era tutta una ridicola farsa, non aveva proprio idea in che modo potesse
classificare quella strampalata situazione.
Meglio lasciar perdere quella pazza di Nami e concentrarsi
esclusivamente sul terzo incomodo.
Di nuovo attese di udire dei passi, ma questa volta la
presenza sembrava essersi dileguata e praticamente impossibile da localizzare.
Non un movimento, non un respiro se non il suo.
"Dove ti sei cacciato ora?" domandò di nuovo
Zoro nell'oscurità, decisamente troppo teso per i suoi gusti.
"Qui!" fu tutto quello che udì. E la voce era
così vicina alle sue orecchie che gli sembrò addirittura di sentire il calore
del suo respiro sul collo. Si voltò di scatto preso alla sprovvista e allungò
le spade inconsapevole di ciò che stava facendo. Cacciò un fendente nell'aria
e quando si apprestò ad assestarne un secondo, la sua Kitetsu venne bloccata da
qualcosa di estremamente resistente, ma al contempo assolutamente inconsistente,
non era metallo, questo ne era certo, ma comunque un ostacolo. Era evidente a
questo punto che il suo avversario stava attuando una controffensiva.
Nami dal canto suo, restava immobile accucciata nel suo
angolino, udendo angosciata i rumori del duello che le arrivavano potenti,
aggravati dalle eco. Era amareggiata del fatto di non poter essere di nessun
aiuto al suo compagno e in un certo senso si sentiva in colpa di averlo lasciato
solo in balia di quello strano essere dell'oscurità. Un essere che tra l'altro
nonostante la battaglia continuava a ridacchiarsela stupidamente, come un
bambino, mentre Zoro dal canto suo non riusciva a fare nient'altro che lanciare
grida di frustrazione per l'ennesimo colpo andato a vuoto.
Forse era arrivato il momento di fare qualcosa di concreto.
Aveva già smarrito Rufy, non poteva assolutamente permettersi di perdere anche
Zoro. Lo avrebbe aiutato… in qualche modo.
Vincendo la paura si staccò dalla parete, cominciando a
procedere gattoni sul pavimento, sulle assi dissestate e melmose della stiva.
Doveva ritrovare assolutamente la torcia ma l'operazione
era più difficile di quanto non pensasse. Quella stiva era enorme e non aveva
la minima idea di dove si trovasse lei ora, inoltre come poteva sapere dove
quello sconsiderato di Zoro aveva lasciato cadere la torcia?
Avrebbe solo dovuto affidarsi alla fortuna, ma dalla piega
che avevano assunto gli eventi fino a quel momento, aveva seri dubbi sul fatto
che la dea bendata puntasse il suo dito benevolo su di lei proprio ora.
Proprio quando stava cominciando a perdere le speranze, ecco che inciampò su qualche cosa. Nami tastò i dintorni e finalmente le sue mani si posarono su un bastone che le sembrava proprio quello da lei usato poco prima per torcia.
Soffocò un grido di vittoria e cercò il petrolio di Usop.
L'unico problema ora era l'accenderla quella maldetta torcia. Prima aveva avuto
il contributo delle scintille date dalle spade di Zoro ma ora non aveva
assolutamente nulla per alimentare la fiamma, se solo ci fosse stato Sanji con i
suoi inseparabili fiammiferi…
Aveva avuto un'idea decisamente stupida. Ora aveva la
torcia, ma nulla con cui darle fuoco.
- Bella pensata Nami! - Si rimproverò mentalmente,
rimettendosi in piedi, cercando di seguire i rumori della battaglia che
proseguivano senza sosta. Se non poteva fare luce avrebbe comunque trovato un
altro espediente per aiutare il suo amico.
"Zoro ho ritrovato la torcia!" urlò
semplicemente, sperando in quel modo di intimidire il loro invisibile
avversario.
Lo spadaccino soffocò un altro ringhio di frustrazione e
si sentì un potente fendente tagliare l'aria, poi più nulla.
Nami rimase ad ascoltare in silenzio, portando in alto la
mano che reggeva la torcia senza luce. Le sembrò di sentire il respiro
affannoso del compagno solo pochi metri lontano dal punto in cui stava lei.
"Zor…?" cercò di articolare timidamente prima
che lo spadaccino esplodesse in un ruggito feroce: "Dove ti sei cacciato
adesso???"
Nami sobbalzò sul posto. Le eco rimbombavano potenti nel
locale.
Lo sconosciuto doveva aver deciso di battere in ritirata
strategica e la cosa non sembrava essere andata molto a genio allo spadaccino.
Nami decise di raggiungere il compagno e non fu difficile rintracciarlo,
ansimava peggio di un pastore maremmano accaldato.
"Zoro!" sussurrò non appena si fu detta sicura
di averlo raggiunto. Il ragazzo si voltò di scatto con le spade ancora
sguainate e fu una fortuna per Nami che avesse semplicemente sussurrato il suo
nome, se avesse usato una maggiore concentrazione di decibel forse si sarebbe
ritrovata tagliuzzata peggio di un filetto.
"Ho… ho ritrovato la torcia!" disse poi rivolta
all'ansimante compagno.
Zoro rinfoderò una spada e poi tastò la torcia che Nami
gli stava porgendo, già consapevole di quello che doveva fare. Dopo averla
ammonita di tenersi lontana, fece "scintille" e finalmente fu di nuovo
luce.
"Evvai!" esclamò entusiasta Nami, stringendo tra
le mani fuoco crepitante.
Zoro non sembrò condividere appieno il grande entusiasmo
della compagna. La cosa che gli premeva di più in quel momento era rintracciare
lo sconosciuto. Lo stesso sconosciuto che praticamente lo aveva umiliato in
quell'assurdo combattimento. Strappò di mano la torcia alla ragazza e prese a
guardarsi intorno febbrilmente.
"Ehi!" protestò Nami defraudata della sua
proprietà, ricacciando però indietro qualsiasi protesta, quando vide una
macchia scura e liquida gocciolare a terra, proprio sotto gli stivali di Zoro.
Sangue!
"Zoro ma che ti ha fatto?" domandò con un
tremito doloroso nella voce.
Il ragazzo però non badò alle parole della rossa, proprio
in quel momento sembrò aver trovato quello che stava cercando. Poco distante da
lui, nella parte opposta della stiva, una piccola figura ammantata di nero si
stava allontanando quatta quatta, cercando di fare meno rumore possibile.
Lo spadaccino scattò all'inseguimento, lasciando
nuovamente sola Nami.
Prima che la ragazza però riuscisse a realizzare la
situazione, ecco che accadde un'altra volta l'imprevisto.
Di nuovo si udì l'inquietante rombo che li aveva accolti
poco dopo la scomparsa di Rufy. Il gorgoglio si propagò per qualche secondo
esplodendo infine in un'ennesima, formidabile folata di vento.
La luce scomparve e Nami cadde a terra, sospinta come una
piuma contro una delle pareti del vascello.
Ci vollero alcuni minuti prima che riuscisse a riprendersi
del tutto dopo la botta subita. Il colpo era stato in grado di stordirla non
poco. Le girava la testa, ma il dettaglio era assolutamente trascurabile ora che
aveva ripreso coscienza di sé.
"Zoro!" urlò sperando di ricevere una qualsiasi
risposta. Del compagno nessuna traccia. A nulla valsero i richiami che
seguirono, il ragazzo sembrava essere scomparso… o magari aveva semplicemente
perso conoscenza. Quella soluzione però le parve totalmente campata per aria.
Cercò di rialzarsi, ma le risultò complicatissimo mantenere l'equilibrio. Le
tremavano le gambe e purtroppo per lei non sapeva dire se per il colpo subito o
per la paura. Questa volta aveva la sensazione di essere rimasta completamente e
definitivamente sola.
Prima che il terrore e la paura le ottenebrassero la mente
e le impedissero di ragionare con raziocinio, riuscì a pensare solo una cosa
che avrebbe potuto venirle in aiuto in una situazione del genere.
Caricò quanta più aria nei polmoni riuscisse ad
immagazzinare e poi liberò ossigeno esplodendo in un lungo e potente grido.
"SANJIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!"