Intervista con:

 

EIICHIRO ODA

 

Siamo liete di presentarvi una bellissima intervista fatta a Eiichiro Oda quando ancora era praticamente agli esordi con il suo One Piece... godetevela tutta!

 

 

C'è qualcosa che deve tenere a mente quando disegna One Piece? Anche un motto va bene.

 

Tengo a mente che voglio dire le cose chiaramente.

La storia principale è quella di Rufy che vuole diventare re dei pirati, ma voglio essere sicuro che ciò che vuole diventare e come si sente sia molto chiaro e schietto. Disegnare un personaggio così semplice ti rende timido ed è per questo che nel disegnare a volte le persone nascondono alcuni aspetti del carattere e così poi il personaggio appare molto più attraente di quello che in realtà non è. Ti fa sentire meglio dire le cose chiaramente. L'ho realizzato quando ho letto i lavori di Leiji Matumoto poco prima di cominciare a disegnare la serie... (ride)... potevo dire cose imbarazzanti in maniera così schietta. Così era davvero bellissimo, ed era anche bello da leggere. Ed era proprio questo quello che io volevo fare.

 

E' vero, come ad esempio in Galaxy Express 999, dove Harlock appare ad un certo punto dal nulla, dicendo qualcosa come: "non rinunciare ai tuoi sogni" e poi se ne va via.

 

Si, è un sentimento schietto e semplice! (ride) Penso che sia fantastico. E' per questo che il mio motto è quello di non provare mai imbarazzo di fronte a nulla. Ci deve essere "eccitazione". L'eccitazione che si prova leggendo Dragon Ball. Penso che ci sia bisogno di insegnare un'altra volta questo sentimento ai giovani.

 

Così lei sulla scrivania ha un foglio dove c'è scritto: "una produzione eccitante "...

 

Si. Una produzione eccitante. Quel sentimento che si prova comprando Jump al negozio, che ti fa stare in piedi in mezzo alla strada sulla via del ritorno, leggendo perchè non puoi aspettare di arrivare a casa.


Non credo che l'eccitazione sia il suo unico fascino. Io penso che anche gli adulti si appassionino ai suoi lavori perchè vedono qualcos'altro oltre a questo.

 

E' vero. Penso che lei si stia riferendo ai sentimenti rilassanti. Mi piacerebbe disegnare molti più momenti in cui tutti gli amici si rilassano sul ponte della nave piuttosto che scene di solo combattimento. Ma se facessi questo il lavoro non piacerebbe a tutti.

Certo, adoro anche disegnare combattimenti, ma mi piacciono molto anche le inutili storielle che si trovano nel mezzo. Quel sentimento che si prova nella Moomin Valley. Quell'atmosfera di riposo e relax.

 

Quindi le tue parole chiave sono "eccitazione" e "rilassamento"?

 

Si potrebbe dire così. Penso che sia anche naturale che i ragazzi non riescano a comprendere appieno la parte rilassante. Ma sono sicuro che la sentano comunque. Deve essere così. Per questo va bene se ci vuole un po’ prima che riescano a realizzarla.

 

Da dove viene il tema dei pirati?

 

Mi piacciono da quando ero un bambino. Ho cominciato con Bikke il piccolo Vikingo. Penso che tutti amino i pirati in larga misura. Dalla prima brutta impressione che si ha su di loro alla sensazione che abbiano grandi sogni sul loro futuro. Nella vita reale, i pirati erano dei furfanti, ma si tende ad ignorare questo aspetto per creare una tua personale immagine su di loro, no? Mi piace questa cosa e la voglio utilizzare nel mio lavoro. Così disegno la mia serie senza badare troppo alla loro vera storia.

 

Comunque sono dei furfanti energetici, no?

 

Ho una politica che dice che chiunque gridi, vinca. Anche se l'ambizione è un pò fuori dal comune, le persone che urlano quello che provano con determinazione, sono i vincitori. Colui che viene sopraffatto e si fa confondere, perde. Ed è per questo che nonostante il mio protagonista voglia essere un ragazzaccio cattivo, vale a dire il Re dei Pirati, non lo si condanna, se grida le sue intenzioni pieno di energia, per me è il vincitore.

 

C'è una qualche regola nel tuo lavoro?

 

Loro non voleranno! (ride) perché se volassero, non avrebbero più bisogno della nave. Inoltre devono essere in grado di fare di tutto…. Focalizzo molto sull'aspetto di viaggiare per mare. Una volta c'era un mago in una mia storia breve, ma non lo userò nella serie. Ogni situazione assurda è creata dai frutti del diavolo. Questo punto è sovrannaturale ma tutto il resto è normale.


Sto per chiederle del suo stile artistico. C'è qualche artista in particolare che l'ha influenzata con il suo stile?

 

Ho creato il mio stile alle elementari. Penso che per ognuno di noi ci sia un periodo in cui si tende a copiare i lavori di altre persone. Per me, è stato Kinniku-man e First of the North Star. Ma penso che l'effetto che ha avuto Dragon Ball su di me sia stato il più grosso. Ho disegnato davvero un sacco di illustrazioni di Mr. Toriyama, e penso di continuare a portarmi dietro questa abitudine tutt'oggi.

 

Però ora lei ha un suo stile distintivo.

 

E' uno stile che ho creato di proposito. Non è stata una cosa venuta naturamente. Volevo solamente disegnare in modo diverso dagli altri. Per esempio, ho avuto difficoltà ha disegnare i bulbi oculari così piccoli. All'inizio era difficile, e l'occhio destro e quello sinistro finivano per scambiarsi l'un con l'altro. Se guardo ora a WANTED! posso dire che gli occhi sono ancora piuttosto strabici. E' stato comunque il primo manga che abbia mai disegnato dopo essere approdato a questo stile. Ma comunque più disegno, più mi piace. E' per questo che continuo a disegnare in questo modo, senza dare importanza a quello che dicono gli altri. Con uno stile del genere, quando gli occhi si spostano anche solo di un millimetro, si delinea il modo di esprimere le emozioni. Quando vuoi che un personaggio guardi dritto, devi davvero disegnare l'occhio che guarda dritto di fronte a sè. Puoi sfuggire ad una cosa del genere quando disegni degli occhi grandi... è divertente perchè non puoi prendere in giro la gente con dei bulbi oculari così piccoli.

 

Quindi dobbiamo prestare attenzione agli occhi di Rufy?

 

Dovreste prestare attenzione, si.

 

Ha menzionato altri manga che sono stati un'ispirazione per lei. Se c'è qualcosa oltre ai manga che l'ha ispirata per favore ce lo dica.

 

Io non sono per le parole, non leggo racconti. Leggo solo libri che le persone mi consigliano. Per esempio Moeyo Ken. Fanno entrare in relazione con lo spirito dei samurai. Penso si possa dire che siano racconti spirituali. (ride)

 

Cosa ci dice dei Films?

 

Amo i films. Mi piacciono i Westerns. Ce n'è uno chiamato Young Guns, per me è uno dei migliori film. E' davvero troppo forte. La prima volta che l'ho visto penso sia stato alle superiori, ed è per questo che ho disegnato Wanted! poco dopo. Oltre a questo, mi piacciono i film di Quentin Tarantino. Ho amato Pulp Fiction. E anche la scena in cui i ragazzi in Reservoir Dogs vanno in giro per le camere. E' veramente troppo forte.

 

Sono entrambi dei films capaci di creare momenti di esibizionismo.

 

Penso che lui sia stato influenzato da un sacco di posti. Ecco perchè nei suoi film c'è una così alta concenstrazione di carsima che li rende così interessanti, dopotutto.

 

Prova qualcosa contro chi si fa influenzare da qualcuno?

 

Per nulla. Certo non bisognerebbe essere dei copioni, ma non ci si può impedire di essere influenzati da qualcuno. Penso sia solo questione di come tu prenda l'ispirazione e poi le permetti di evolverla nel tuo stile personale.

 

Quando sta pubblicando una serie, non è curioso di conoscere quali sono le reazioni la settimana successiva?

 

Sono ansioso di conoscere le reazioni quando pubblico qualcosa, che sia un elemento a sorpresa, o un elemento comico o pauroso. Ero piuttosto fiducioso riguardo al primo episodio. Sono sicuro che le persone ameranno sempre più Shanks. Ma a dire la verità, sono preoccupato di quanto sia diventata importante la sua influenza. (ride) Anche quando Usop si congeda dalla sua ciurma ero ansioso di vedere il più presto possibile le reazioni della gente. Quando poi ho letto le lettere che dicevano che "era bello!", mi sono commosso.

 

Le piacciono scene toccanti come questa?

 

Ho cominciato a pensare che fosse solenne disegnare scene toccanti dopo aver visto Nausicaa of the Valley of the Wind (Hayao Miyazaki). Ho pensato: "Anche io voglio far piangere!". Ecco perchè "toccare il cuore delle persone senza dover uccidere nessuno"
è uno dei miei motti. Sento che uccidere le persone sia troppo semplice. Certo se poi la storia si dirige in quella direzione, non ci si può fare nulla. Per ora sono dell'idea che ci sia un modo per commuovere le persone senza dover uccidere nessun personaggio.

 

Gli addii senza che ci sia morte sottolinea il fatto che i personaggi usino solo la loro volontà per andarsene, voltando la schiena agli altri. Dovrebbe provare che è una scena solenne.

 

Penso che sia solenne. Mi piaccione scene come queste.

 

Ed ora per gli episodi che stanno per uscire...

 

In questo momento sto solo realizzando il prologo di quello che vorrei realizzare. Per ora non voglio essere precipitoso e prendermela con calma... e delineare ben i personaggi uno alla volta. Il mio primo obiettivo è focalizzato su di un gruppo di personaggi principali, raccolti insieme come amici, e vedere quanto solenni possano semprare stando tutti insieme. L'unica cosa di cui ho bisogno è un posto per loro. Per prima cosa, sono sicuro che sarò capace di disegnare praticamente di tutto una volta che saranno entrati nella Grand Line, quindi da questo punto di vista mi devo sbrigare. Persino il mio editore se la prenderà con me se non mi sbrigo. (ride)

 

Quanti personaggi formeranno il gruppo principale?

 

Non lo so! (ride) Idealmente vorrei almeno una decina di persone. Ora ho ufficialmente quattro persone. Anche quattro persone sono difficili da gestire, pechè ognuno di essi deve fare le sue piccole cose.

 

Chi è il personaggio più spensierato, se si parla in termini di agire nella maniera che più gli aggrada?

 

Rufy senza dubbio. Se lo lasciassi andare a briglia sciolta, si sbarazzarebbe in un istante dei nemici che gli ho diligentemente preparato! (ride) Lui comunque è anche il personaggio che riesce a legare ciò che alla fine si allenta. In questo modo Rufy mi viene incontro nelle situazioni difficili e mi aiuta a venirne fuori.

 

Per ultimo, può dare un consiglio a coloro che vogliono diventare un mangaka? (disegnatore di manga)

 

Non penso che diventare un disegnatore di manga sia una cosa che si possa semplicemente dire di VOLER fare. Perchè se ti piace disegnare per me è un'aspirazione naturale. Se vuoi davvero diventare un mangaka, penso che lo si possa fare veramente. Se non ci riesci, significa che non ti piace davvero disegnare, oppure che non ti piace scrivere storie. Per me la nostra industria è così. Lasciati trasportare e disegna se ti va di farlo. Questo è quello che penso.

 

Disegnerà ancora molto Mr. Oda?

 

Si, disegnerò molto.

 

 

Intervista a cura di Roy Watane