C’era così tanta gente in giro quel giorno, che nessuno aveva ancora notato il ragazzo armato che si faceva strada tra la folla.
La gente gli passava di fianco, affaccendata, senza degnare di uno sguardo le tre spade che pendevano dalla sua cintola, segno che cercare di capirci qualcosa in quella calca era impossibile.
Cosa che non giovava affatto al suo proposito di trovarsi un bar tranquillo in cui bere qualcosa.
Più che altro per il fatto che il suo già scarsissimo senso dell’orientamento si era, se mai fosse stato possibile, abbassato.
Così camminava dritto, o almeno così sperava, mentre la gente continuava a ignorarlo.
Lui però non aveva gli occhi foderati di prosciutto.
- Posso sapere perché mi stai pedinando? – disse girandosi di scatto.
La rossa fece un balzo all’indietro, rischiando di investire la donna che le stava dietro.
Cercando di recuperare velocemente una posa più dignitosa, Nami rispose con un’altra domanda:
- Quando te ne sei accorto?
- Quando sei scesa dalla nave… sei furtiva come un elefante in un prato falciato… - Rispose sbuffando lo spadaccino, schivando per un soffio il pugno che la ragazza aveva diretto al suo naso.
- Allora? Posso sapere perché mi pedini?
Nami fece un’alzata di spalle:
- C’è tanta gente, temevo che potessi perderti…
Zoro scosse la testa:
- Provane una più credibile…
- Guarda che questa è più che credibile… tu ti perdi in continuazione. Altrimenti… potevano derubarti!
- Non so se offendermi di più per la tua poca fiducia, o per il fatto che ti preoccupi di più dei soldi che della mia incolumità. – rise Zoro, guadagnandosi un’occhiata in tralice dalla cartografa.
- Più che altro io mi preoccupavo dell’incolumità delle centinaia di persone che ti stanno attorno e… - ma non riuscì a finire la frase perché un ragazzo la urtò violentemente, rischiando di farla capitombolare a terra.
Zoro era già pronto a prenderlo per il colletto e a impartirgli un veloce ripasso di buone maniere, ma Nami lo bloccò.
- Visto quello che intendevo? Non puoi mica affettare il primo che ti spintona in una strada piena zeppa di gente! – alzò un braccio, invitando il compagno ad aiutarla a tirarsi in piedi.
- Guarda che non lo uccidevo mica… volevo solo che ti chiedesse scusa.
- Penso che con la faccia che ti ritrovavi in quel momento, lo avresti convinto anche a prendere i voti e a vivere da eremita… Promettimi che non farai del male a nessuno.
Zoro la fissò, convinto che la ragazza stesse esagerando.
- Ma…
- Niente ma! Se no mi riprendo i soldi che ti ho dato per andare a bere…
- Ok, ok… prometto… ma non ti sembra di esagerare? Sei per caso in quel periodo del mese? – questa volta dovette schivare un calcio, diretto ai punti delicati.
- Non dire stupidaggini!
Ma Zoro non la stava più degnando nemmeno di uno sguardo.
I suoi occhi erano fissi su qualcosa che si trovava dall’altra parte della strada. E dalla sua espressione si capiva che, qualsiasi cosa stesse guardando, o aveva portato guai, o era questione di minuti che ne portasse.
- Fantastico… - disse prendendo la rossa per un polso e trascinandola di lato, verso il marciapiede opposto a quello che stava fissando.
- Ma cosa… - poi anche i suoi occhi focalizzarono la fonte di preoccupazione del compagno: quattro tizi dall’aria davvero poco raccomandabile li stavano fissando, passandosi tra le mani quelli che avevano tutta l’aria di essere degli avvisi di taglia.
- I casi sono due – disse Zoro irritato – o avevi ragione a preoccuparti, o porti dannatamente sfiga…
Appena i cacciatori di taglie si erano accorti del loro tentativo di fuga, avevano cominciato ad avanzare tra la folla, armi in pugno.
Zoro si mise a correre, trascinando Nami dietro di se e, con suo grande disappunto, anche i cacciatori fecero lo stesso.
Tecnicamente, rimanendo tra la folla non avrebbero dovuto correre alcun pericolo… ma aveva fatto quel lavoro abbastanza a lungo per sapere che, per quelle persone, uno o due morti in più non avrebbero fatto alcuna differenza.
Svoltarono una via dopo l’altra.
Sempre più piccole, sempre meno affollate.
- Hai una vaga idea di dove stiamo andando? – gli urlò Nami con il fiatone.
- Secondo te? – rispose seccato il ragazzo mentre svoltavano un’altra volta.
Assolutamente no, si rispose Nami.
Per la maggior parte del tempo Zoro non sapeva nemmeno dove fosse, il dove stesse andando era un problema che lo toccava veramente di rado.
E in quel momento, l’unica preoccupazione dello spadaccino era quella di seminarli il più presto possibile.
Primo perché mancavano ancora due giorni al momento in cui il log pose si sarebbe riposizionato, attirare l’attenzione era tutto meno che una buona idea.
Secondo perché… dannazione, Nami aveva avuto veramente un tempismo spaventoso.
- Cazzo. – lo spadaccino si fermò tanto repentinamente che la ragazza andò a sbatterci contro.
- Vicolo cieco? – chiese, riprendendo fiato.
- Magari – rispose lui – quelli si possono aprire…
Con un gesto della mano indicò il vicolo intorno a loro.
Cacciatori di taglie stavano uscendo dalle porte e saltando giù dai balconi.
Fu solo allora che la cartografa si accorse di quanto fosse peggiorata la loro situazione negli ultimi dieci minuti.
Erano circondati.
Una dozzina di uomini armati puntavano su di loro pistole, fucili, spade e anche cose che erano una via di mezzo tra le tre.
- Non opponete resistenza e nessuno si farà del male. – disse il cacciatore che stava davanti a loro, cui mancava un occhio e una buona porzione di faccia. - Rolonoa Zoro e Nami, della ciurma di Cappello di paglia… taglia complessiva 136 milioni di berry. - concluse, con gli occhi che brillavano di avidità.
Un altro, il cui aspetto non era decisamente migliore di quello del primo, si avvicinò a Zoro e puntando il fucile all’altezza del suo cuore intimò:
- Mani in alto.
Fantastico, pensò questo, davvero fantastico.
Avrebbe potuto essere più veloce del proiettile?
Non con la canna così vicina al petto…
Con gran stupore e disperazione di Nami, Zoro fece esattamente quello che gli era stato detto.
- Sei impazzito? Che cosa diavolo stai facendo?
Si aspettava che lui sguainasse le spade, che mostrasse uno dei suoi soliti attacchi pirotecnici o che in qualche modo risolvesse la situazione.
Lo aveva sempre fatto.
Sicuramente non si era aspettata quello.
- Non faccio del male a nessuno. – rispose lui in modo pacato – me lo hai fatto promettere, ricordi?
Lei lo fissò incredula pronta a riversargli addosso una marea di insulti, quando lo spadaccino si accasciò a terra, davanti a lei.
Una chiazza di sangue si stava allargando tra i suoi capelli.
Dietro di lui, un cacciatore impugnava ancora il bastone con cui aveva colpito il ragazzo alle spalle.
- Cosa credete che sia, un gioco? Siamo cacciatori di taglie noi…
Nami guardò Zoro a terra, poi i cacciatori di taglie e il vicolo, alla ricerca di un punto da cui poter scappare.
Doveva scappare.
Guardò di nuovo il ragazzo steso a terra.
Dio, era una situazione così assurda…
Se fosse riuscita a fuggire, avrebbe potuto andare a chiamare aiuto.
Fece un balzo, cercando di infilarsi tra due uomini, ma uno di questi reagì velocemente, afferrandola per i capelli e rigettandola indietro.
Con un urlo di dolore, Nami cadde a terra, vicino al suo compagno.
- Cristo santo, Zoro, svegliati! Ti sei fatto stendere come un idiota! SVEGLIATI!
Si mise a scrollarlo, ma lo spadaccino non reagiva, tanto che si chiese se si sarebbe più svegliato.
Improvvisamente due cacciatori le furono addosso, immobilizzandola.
Lei si mise a scalciare, cercando di liberarsi, ma la presa dei due uomini era troppo forte.
Disperata, guardò altri due sollevare di peso il ragazzo, che non dava segni di volersi riprendere, mentre gocce di sangue cadevano dalla sua fronte, lasciando una scia dietro di loro.
Era buio, e il posto puzzava tremendamente di muffa e sporco.
La gabbia in cui la avevano infilata era tanto stretta, che per poter stare seduta era costretta a tenere le ginocchia pressate contro il petto.
Le sbarre erano troppo fitte per permettere il passaggio di qualsiasi cosa che fosse più spessa di una mano tesa e di un materiale che lei riconobbe subito.
Algamatolite marina… non che a lei potesse fare qualche effetto.
Zoro invece era stato lasciato cadere in un angolo, dove era rimasto immobile.
Nami lo aveva guardato a lungo, cercando un segno che gli facesse capire come stesse.
Non ricordava bene dove fosse stato colpito, ma il colpo era stato abbastanza forte da farlo sanguinare, e questo non era per niente rassicurante.
La ragazza si morse un labbro poi scosse la testa, come per cacciare un pensiero troppo fastidioso.
Così, accasciato contro il muro in un angolo, l’amico gli ricordava in maniera spaventosa una bambola rotta.
- Sicuro di non averlo colpito troppo forte? Non si è ancora nemmeno mosso…
A fare loro la guardia erano rimasti quattro cacciatori di taglie; due seduti ai lati della gabbia e due in mezzo alla stanza.
Uno dei due vicino a lei rispose:
- Ti preoccupi per lui?
- Non dire idiozie – si difese acidamente il primo – lo sai che se glieli portiamo già morti si tengono il trenta per cento della taglia.
Il cacciatore si strinse nelle spalle:
- Per respirare, respira…
- Si, ma se gli hai mandato a puttane il cervello è come se fosse morto! E il trenta per cento di centoventi milioni sono un sacco di soldi… - ne era convinto, anche se le sue limitate capacità matematiche non gli permettevano di capire esattamente quanti.
– Le informazioni possono tranquillamente chiederle alla ragazza, per quanto lo riguarda, basta che sia in grado di camminare fino al patibolo. – rispose quello che aveva colpito Zoro, alzandosi e avvicinandosi al ragazzo svenuto. - Se non riesce a capire quello che gli sta succedendo, tanto meglio per lui. – detto questo dette un calcio allo spadaccino – vediamo se si sveglia.
Anche gli altri tre cacciatori di taglie si alzarono e si unirono al compagno.
Uno di loro afferrò la maglia del ragazzo all’altezza del collo e lo sollevò.
- Era anche lui un cacciatore di taglie, no? Centoventi milioni sono una somma dannatamente grande per uno che si lascia catturare in questa maniera…
Si girarono di scatto, la loro attenzione era stata attirata da un rumore metallico proveniente dalla gabbia.
Nami si era messa in ginocchio e aveva sbattuto le mani sul pavimento della gabbia.
Fissava i quattro con un odio incredibile.
“Alzati.” Pensava “apri quei dannati occhi e fagli vedere perché hai quella taglia… ti prego…”
Per tutta risposta, il cacciatore lasciò la presa sulla maglietta.
Il ragazzo si accasciò a terra, come se fosse stato un sacco.
- Che hai ragazzina? Non ti devi preoccupare per il tuo amichetto… si è solo inceppato un attimo, un paio di scossoni e torna nuovo di zecca.
Partirono altri colpi, che risuonarono sordi.
Nami fissava la scena impotente, stringendo le sbarre con tanta forza che le nocche le erano diventate bianche.
- SMETTETELA! – urlò con tutta la voce che aveva in gola.
I cacciatori si bloccarono improvvisamente, uno di loro si staccò dal gruppo e si avvicinò alla gabbia.
- Stai al tuo posto… - sibilò rabbioso – avevamo intenzione di consegnarti intera e in ottimo stato, ma se continui a fare casino mi costringi a insegnarti le buone maniere… e io sono un tipo piuttosto rude…
Fu questione di un secondo, nessuno si accorse di niente.
Nessuno tranne Nami.
Fissò per qualche secondo il pugno chiuso dello spadaccino steso a terra.
- Zoro… promettimi che mi proteggerai… - disse. La voce gli tremava, un po’ per il sollievo, un po’ per l’urlo che aveva tirato prima.
Gli occhi del ragazzo si aprirono in maniera tanto improvvisa che i tre cacciatori di taglie che ancora erano vicino a lui sobbalzarono.
Zoro, con un ghigno stampato sulla faccia, si alzò facendo leva su un ginocchio.
- Era ora, cominciavo ad annoiarmi… - disse sguainando una delle sue tre spade – Ma prima che vi spedisca al creatore, rispondete solo a una domanda. – estrasse anche la seconda spada, sotto gli sguardi allibiti dei quattro uomini – chi è quel cane che vi ha insegnato a fare i cacciatori di taglie? Quando catturate un pirata, per quanto morto possa sembrare, per prima cosa bisogna disarmarlo.
Altri cacciatori accorsero nella stanza, allarmati dalle urla e dagli strani rumori.
- Beh, più gente c’è alla festa, più ci si diverte. – fu il laconico commento dello spadaccino.
- Mani in alto! – urlò qualcuno tra i cacciatori.
Zoro scosse la testa ridendo:
- Bocciati su tutta la linea…
Non ebbero nemmeno il tempo di realizzare quello che stava accadendo, in un secondo erano già tutti stesi a terra e incapaci di nuocere.
Lo spadaccino si chinò sul cacciatore che aveva minacciato Nami e lo prese per il colletto.
- Ringrazia il tuo Dio che non mi sento in vena di fare fuori nessuno. – lo scrollò - Sai, di solito io sono un tipo piuttosto… rude. – detto questo lo lasciò cadere a terra e recuperò le chiavi che l’uomo teneva attaccate alla cintura.
Non appena la porta della gabbia fu aperta, il ragazzo dovette incassare l’ennesimo colpo.
- Dannato IDIOTA! Mi hai fatta preoccupare! – la voce di Nami era roca, come se fosse stata sul punto di scoppiare in lacrime.
- Si – rispose lui calmo – ho sentito…
- Tu! Sei sempre stato sveglio!? – ora il tono volgeva più sulla rabbia assassina.
Zoro fece un passo indietro, intenzionato a sottrarsi alle ire della compagna.
- Mi sono svegliato dopo il primo calcio, credo… - si toccò il collo, poi guardò la mano sporca di sangue – non ci sono andati leggeri, eh?
La ragazza lo abbracciò improvvisamente, rischiando di fargli perdere l’equilibrio.
- Abbracciami. – disse.
L’altro, preso alla sprovvista, riuscì solo a rispondere:
- Sono tutto sporco… e sanguino anche un po’…
- Sono meno le volte in cui ti vedo pulito e in ottima salute… Abbracciami.
Zoro si pulì la mano sporca di sangue sui pantaloni, poi la strinse tra le braccia.
Nami respirò profondamente.
- Promettimi che non manterrai mai più promesse stupide.
Ora si che si sentiva al sicuro.
Promettimi che
by Cami_war
Note del capitolo:
yap! scritta direttamente a pc (di solito io uccido due o tre alberi a capitolo XD no, non è vero, sono un'ambientalista XD) letta e riletta fino alla nausea °ç° spero davvero che vi piaccia *ç*
Note finali:
FINALE ALTERNATIVO (e poco serio davvero XD)
- Promettimi che non manterrai più promesse stupide.
- Proprio sicura di non essere in quel periodo del mese?
ok... ora potete picchiarmi.
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